venerdì, 28 settembre 2007
Riflessioni Birmane


La questione Birmana, inevitabilmente, ha avuto un'eco mediatico degno delle grandi indignazioni mondiali: già nel 1998 una prima volta si era tentata una rivolta contro il Generale Ne Win, a sua volta al potere grazie ad un colpo di stato nel '62, e finì con migliaia di studenti uccisi e nulla di fatto.
La dittatura militare Birmana è di stampo socialista ma caratterizzata dalle piaghe che spesso nella storia dell'Estremo Oriente hanno contraddistinto i despoti: controllo totale dell'economia, nessun rispetto dei diritti umani, stato factotum e sistema di scambi immobilizzato a parte alcune rarissime eccezioni: Cina ed India prevalentemente, in questo periodo.

La Birmania ha risorse di gas naturale e petrolio attualmente ad uso cinese ed indiano, oltre allo sbocco sul Golfo del Bengala. (Fabio Cavalera ). Inoltre, la Cina ha tutto l'interesse nello sperare che la dittatura anti-buddista Birmana goda di ottima salute: una potenziale vittoria dei monaci buddisti riaprirebbe discorsi ora apparentemente accantonati riguardo la questione Tibetana.
L'india, dal canto suo, cerca di ampliare la sua influenza economica verso est, visto che i rapporti col Pakistan sono quantomeno velenosi più o meno dalla data della propria indipendenza.

In tutto questo panorama si infilano giustamente gli Stati Uniti, palesemente in declino economico da almeno una decina d'anni e totalmente impotenti di fronte l'ascesa del duo Cina-India: in Oriente le zone d'influenza Americana diminuiscino sempre di più, mentre i rapporti politici della nuova Cina stanno omogenizzando il blocco degli stati una volta in via di sviluppo più la Russia (ricordate la storia dello Scudo Spaziale e le sparate di Putin contro Bush, una volta amicone?). Quindi non c'è da stupirsi se Cina e Russia esprimono il loro diritto di veto contro un intervento dell'Onu in Birmania...temo siamo già entrati nella nuova "Guerra Fredda" energetica: gli Stati Uniti devono sparigliare il colosso SinoIndiano prima di rimanere completamente tagliati fuori per quanto riguarda le risorse energetiche (e a questo proposito terrei d'occhio l'Iran nei prossimi mesi), mentre Cina ed India, visti i rapporti commerciali in corso, hanno tutto l'interesse a mantenere la situazione così com'era prima della sommossa.

Concludendo, un po' cinicamente, ai potenti della Terra poco interessa la sorte dei buddisti birmani, i diritti umani e quant'altro: sono divisi a squadre e per ora si limitano a fare il tifo, ma quando e se entreranno in campo, allora inizieranno davvero i problemi.

Per quanto può valere, sostegno al popolo Birmano! Ogni rivoluzione andata a buon fine è nata e si è sviluppata, storicamente, dall'interno del paese, senza aiuti o Onu che tengano.


nakkio alle ore settembre 28, 2007 16:09 | stati uniti, cina, india, energia, birmania, buddismo
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Commenti
#1    29 Settembre 2007 - 14:50
 
la situazione birmana è molto difficile e non è una novità che uscire da certi 'problemi' non sarà facile e indolore (sempre che ci se la faccia!)

per quel che riguarda l'America, da che mondo e mondo gli imperi crescono, hanno un periodo di gloria e poi lentamente muoiono, è un ciclo naturale come la vita delle persone, è successo alla Grecia, ai romani, alla Francia, in un certo senso anche all'Inghilterra (ma non so perchè a loro in un modo diverso, marianna cane sti qui si devono sempre differenziare) e succederà anche all'oriente
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#2    29 Settembre 2007 - 15:31
 
All'oriente già è successo una volta..il punto è che ora non siamo nella fase discendente della parabola, ma abbiamo appena iniziato quella ascendente.
Ne vedremo delle belle.
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#3    30 Settembre 2007 - 13:23
 
nakkio, bell'esame conciso e mirato.
in quanto all'ascesa del nuovo impero d'oriente, sa bene il mondo intero, compresa la russia, quanto dura sarà la lotta, e non per il petrolio o altre fonti energetiche oggi ancora importanti eccetera eccetera, quanto per la non non lontana guerra per l'acqua, per la quale solo la cina si sta attrezzando....
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#4    30 Settembre 2007 - 20:15
 
questi articoli sono stupendi, perchè informano nel vero senso della parola, senza starsi a perdere in stupidità.
Dubito, comunque, che la Birmania possa diventare un secondo Darfur (con le dovute differenze, ovvio).
Come hai attentamente osservato, in Birmania ci sono diversi interessi, India e Cina su tutti, e per questo motivo il mondo non starà a guardare.
Saluti e ancora complimenti
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#5    05 Ottobre 2007 - 11:16
 
OT: mi dai una mano?
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