
In una decina di giorni abbiamo assistito a tre fatti violenti, apparentemente distinti: la morte di Giovanna Reggiani a Roma, Meredith Kercher a Perugia e Gabriele Sandri ad Arezzo.
E' una statistica impressionante ed infausta per le fonti d'informazione: in un lasso di tempo così ristretto, tenendo conto della velocità e povertà dell'approfondimento giornalistico, ognuno di questi tre casi non potrà essere sviscerato come meriterebbe, trovandosi adombrato a tratti dagli altri due.
Come è oramai prassi, le istituzioni assieme alle autorità cercano di dare una spiegazione alla violenza a tempo di record, nel tentativo di permettere all'opinione pubblica di tornare al regolare tran tran della loro vita, senza ulteriori preoccupazioni; è stata colpa dei rumeni, della gioventù viziata del nostro tempo e dei facinorosi ultras che hanno rovinato il nostro bel calcio. Punto a capo, si torna alla vita normale, ci spiace, rimandiamo a casa un po' di rumeni, accusiamo lo stile di vita universitario dei giorni nostri e facciamo scudo contro gli ultras.
Ma forse sarebbe il caso di porre il problema sociale che sta alla base di questi tre fatti, iniziando a farsi delle domande piuttosto che dare delle risposte: perchè in Italia, con un numero x di immigrati, stiamo avendo molti più problemi nella gestione dei flussi migratori legali rispetto agli altri paesi europei come la Spagna e la Germania?
Perchè in città universitarie come Roma e Bologna, ad esempio, si urla allo scandalo per i ragazzi che si ubriacano e fanno i vandali per le strade, ma nessuno racconta il substrato di illegalità legato agli affitti dei posti letto da parte dei privati cittadini, alle assegnazioni delle camere nei pochissimi studentati cittadini vendute in nero agli immigrati dagli stessi responsabili istituzionali?
Perchè in Inghilterra, con gli ultras più violenti d'europa, non esistono nemmeno recinzioni tra il campo di gioco e gli spalti? Perchè se un poliziotto vede una rissa dall'altra parte dell'autostrada, spara ad altezza d'uomo? Chi gli ha permesso di trovarsi in quella situazione?
Perchè negli anni 70 ci si picchiava tra comunisti e fascisti e oggi, dopo 30 anni, tra laziali e juventini? Perchè abbiamo una percezione dello Stato, delle Istituzioni e di chi a loro fa riferimento (le Forze dell'Ordine, gli ospedali, le università...) improntata sull'illegalità, sul magna-magna e una mano lava l'altra così' entrambe lavano il viso?
Forse siamo un popolo che cerca troppo in fretta le risposte ("Il pallone si affiderà alla Chiesa" sentenzia Matarrese sul corriere.it a metà articolo), senza darsi il tempo di porsi domande.






