
Alla fine, come direbbe qualcuno, siamo arrivati all'intersezione degli assi.
La Nota Pastorale sulle Unioni di Fatto ha infine lasciato le sale vaticaneggianti per portare il Verbo tra le genti, in una rivisitazione evangelistica del nuovo millennio.
Il nuovo Cardinal Bagnasco non fa di certo rimpiangere Camillo "Sergente di Ferro" Ruini, i toni della Nota sono molto chiari, esplicitamente ispirati a due documenti redatti dall'allora Cardinal Ratzinger per la Congregazione per la Dottrina della Fede tra il 2002 e il 2003:
-"La legalizzazione delle coppie di fatto è inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo e avrebbe effetti deleteri sulla famiglia".
-"Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perchè, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile".
-"il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza".
-"Nessun politico che si proclami cattolico può appellarsi al principio del pluralismo e dell'autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società. Sarebbe incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto" e "dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro qualsiasi progetto di legge che possa dare un riconoscimento alle unioni gay".
Insomma, giù le maschere: i Vescovi ci sono e vogliono farsi sentire; sarebbe ridondante accusarli di ingerenza nella politica di uno Stato Laico (come ha ufficialmente ricordato Bertinotti).
All'alba del 2007 il potere temporale della Chiesa Cattolica è enorme, le dinamiche della politica "laica" italiana non possono non passare dalle sagrestie, come nei Promessi Sposi, il benestare del prelato è indispensabile.
La situazione è grave e strapparsi i capelli non aiuta. L'appello non è rivolto ai Vescovi o alla Cei, ma ai fedeli, tutti: rivendicate la vostra libertà di pensiero, rivendicate il vostro criticismo etico e la vostra condizione di uomini prima che fedeli.
Ci chiamano gregge, ma non comportiamoci da pecoroni, per Dio! La libertà per le Unioni di Fatto non è un tifo pro-omosessuali, ma un'accettazione del principio basilare della libertà che ognuno deve avere in uno Stato Civile di poter vivere come meglio crede senza ledere la vita altrui.
E intanto l'Udc sale al Colle a parlare con Napolitano, vedo una nuova DC all'orizzonte, l'unica coalizione ora come ora in grado di poter governare tranquillamente per un mandato intero, forti dell'Infallibilità Divina; per questo la Chiesa non può e non deve essere un soggetto politico.
La base primaria della politica, la discussione, davanti ad un Papa che pontifica, o ad una Nota Pastorale, viene completamente a mancare.
Andate in Pace, magari un po' meno del solito.
Questa nota vuole azzerare la volontà del singolo





