venerdì, 23 novembre 2007
Dalla Russia con Amore



Una volta realizzato il nuovo campo di battaglia per la sopravvivenza, quello energetico, l'Italia per una volta ci potrebbe lasciare quasi stupiti: è di oggi la notizia di un accordo tra Eni e Gazprom, società Russa che gestisce il monopolio europeo della distribuzione di gas naturale dall'ex Unione Sovietica all'Italia, che ha portato alla fondazione della South Stream spv.
L'accordo prevede la costruzione, da parte della nuova società, di una pipeline che collegherà la Russia all'Europea passando attraverso il Mar Nero, descritto da Scaroni (Eni) e Miller (Gazprom) come "Un importante e sostanziale contributo verso il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento energetico di tutta l'Europa" e beatificato da Prodi, in visita toccata e fuga da Putin, che ne enfatizza non solo la valenza strategica, ma anche la possibilità di un "primo, concreto passo verso il rinnovo dell'accordo di partneriato strategico tra Russia ed Ue".
Entusiasmo condiviso pienamente da Putin, che così si guadagna un'altra sostanziale fetta del mercato energetico mondiale, con privilegi ricattatori annessi e connessi, ma per nulla sostenuto dall'Unione Europea, che anzi accusa l'Italia di essere ora il "grimaldello" della Russia per penetrare nel mercato energetico.
Scaroni auspica invece una progressiva collaborazione UE-Russia, e ne ha tutte le ragioni, vista la lunga storia di collaborazione tra Eni e Gazprom.

Ricordavo una puntata di Report a riguardo, e cercando nell'archivio Rai ne ho trovato la trascrizione (sia benedetta la Gabanelli nei secoli dei secoli) qui.

Credo sia molto importante rivederne l'inchiesta per capire bene cosa sta succedendo, al di là dell'entusiasmo profuso dai media e governo; copio alcuni stralci qui sotto, riportando i commenti riassuntivi della Gabanelli lungo il servizio.

MILENA GABANELLI
La normativa europea dice che per favorire la liberalizzazione del mercato chi vende e compra gas non può gestire anche la rete che lo distribuisce. La rete è un bene comune, e da lì devono passare tutti. La nostra è gestita dalla Snam Rete Gas, che è controllata dall’Eni. Che guadagna vendendo gas, ed è evidente che preferirà di far passare nella rete il suo, anziché quello di altri operatori. Per evitare un regime di monopolio bisogna separare la proprietà. In Europa lo hanno fatto tutti tranne la Francia, la Germania e naturalmente noi. L’autority dice s’ha da separare, ma non lo può imporre, l’Eni dice “sarebbe bene che ce la tenessimo, perché più grande sei e più potere contrattuale hai sui mercati esteri, Bersani dice “bisogna separare ma attenti bisogna capire a chi si va in mano”. Intanto che ci stiamo a pensare chi si è offerto di comprare il 30% della snam? la Gazprom. Come dire che per evitare situazioni di monopolio, si affida la distribuzione a chi detiene già il monopolio mondiale. Quindi tutto in mano ad uno solo dalla Siberia alla porta di casa. Dentro casa ci siamo noi che paghiamo la bolletta.

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Il fatto che il rappresentante dell’Eni Ernesto Ferlenghi abbia ricevuto la cittadinanza russa ha determinato molto scalpore. E’ pratica che la cittadinanza venga data non soltanto non necessariamente o non solamente se tu hai una moglie o una madre ecc, ma anche se sei di una determinata utilità per il paese, allora io posso fare una domanda conoscendo benissimo il paese: per cosa è stata data questa cittadinanza?

MILENA GABANELLI
Lo sa per esperienza?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Lo so per esperienza.

MILENA GABANELLI
E cioè qual è stata la sua esperienza.

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
L’ esperienza è che mi fu offerta e rifiutai.

MILENA GABANELLI FUORI CAMPO
Il dottor Ferlenghi attraverso l’Eni ci fa sapere che è stato assunto dall’Eni a Mosca nel 1998 e che la cittadinanza russa gli era stata concessa prima nel 1995.

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
E’ assolutamente falso perché io come capo della rappresentanza dell’Enel a Mosca, come responsabile, firmavo ogni anno la richiesta di accreditamento come cittadino straniero per il dottore Ernesto Ferlenghi. Se avesse avuto la cittadinanza russa non ci sarebbe stato bisogno perché la cittadinanza russa è prioritaria sulle cittadinanze di altri paesi. Devo dire ancora di più che io stesso ho assunto nel ‘98 Ferlenghi e nella dichiarazione non si è assolutamente parlato di essre cittadino russo, ma quale cittadino italiano e io come responsabile che l’ho fatto assumere posso dire con tutta responsabilità che se lui avesse dichiarato di essere cittadino russo, non sarebbe mai stato assunto all’Eni.

MILENA GABANELLI
Questo perché?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Questo perché è un posto di grande responsabilità che non è solo responsabilità dell’azienda Eni, è responsabilità dell’azienda Italia, perché l’Eni è il baluardo nella sicurezza approvvigionamenti energetici all’Itala.

MILENA GABANELLI
Il fatto di aver concesso la cittadinanza russa che cosa significa?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Significa… è inquietante, significa molte cose e significa sapere da che parte sta Ferlenghi.

MILENA GABANELLI
Cioè?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Non so, ditemelo voi. Se ripeto che non sarebbe stato assunto come cittadino russo, il resto ne consegue.

MILENA GABANELLI
Senta lei è stato responsabile dell’Eni a Mosca, ha ricevuto mai proposte di collaborare dalle autorità russe?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Si, ho avuto proposte di collaborare con le autorità russe, le ho respinte perché c’erano determinate condizioni che io non accettavo, io non volevo nessunissima condizione, volevo essere completamente libero.

MILENA GABANELLI
Che tipo di collaborazione le chiedevano?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Di aiutare il paese.

MILENA GABANELLI
Russo?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Russo.

MILENA GABANELLI
Ed è compatibile con la carica che lei aveva?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
No.

MILENA GABANELLI
E quella è la condizione per ottenere la cittadinanza?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Sì.

MILENA GABANELLI
E secondo lei è stata chiesta la stessa cosa al signor Ferlenghi?

MARIO REALI – Ex Responsabile ENI - Russia
Senz’altro, altrimenti non l’avrebbe ricevuto.

MILENA GABANELLI
Il signor Mario Reali è stato per 25 anni l’uomo Eni a Mosca, quello che ha tenuto i rapporti con Gazprom e ha partecipato in prima persona alla stipulazione di accordi e contratti. Secondo lui, lo dice lui, un alto dirigente di una compagnia occidentale, non può ottenere rapporti di cittadinanza con il paese in cui opera. Perché non è più chiaro per quale paese lavori. Ad ogni modo per capire qualcosa in più dei prezzi e del mistero che avvolge il mercato del gas siamo andati in kazakhistan dove l’Eni è presente in un consorzio che estrae gas. Però non lo importa in Italia, ma lo svende. A chi?

MILENA GABANELLI IN STUDIO
(...) Allora sono 10 anni che l’Eni estrae gas dal kazakhistan, ma quel gas viene svenduto ad un 20esimo del prezzo che noi paghiamo quando arriva in Italia. Non ci pare normale, ma le ragioni non sono note. Certo è che se quel gas lo importasse direttamente in Italia il paese avrebbe solo da guadagnarci. La posizione dell’Eni è “ci stiamo lavorando”. Intanto che ci lavorano noi andiamo in pubblicità e poi in Africa, da dove arriva la maggior parte del nostro gas. Tutto noi ci ricordiamo il calo di fornitura dalla Russia nell’inverno 2005 ma noi importiamo gas anche dall’Algeria, anzi è il primo fornitore di gas all’Italia, e siccome sta potenziando la sua rete di gasdotti verso la Sicilia e verso la Sardegna, in futuro potrebbe arrivarne anche di più. Quindi il terrore di rimanere a secco se un giorno la Russia decidesse di chiudere i rubinetti, si affievolisce almeno un po’. Ma in Africa ci siamo anche noi, già dai tempi di Mattei, esattamente in Egitto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Vogliamo fare i rigassificatori perché abbiamo paura che la Russia ci chiuda i rubinetti e per essere competitivi sul prezzo. L’Eni però potrebbe portare direttamente in Italia il gas prodotto in Kazakistan senza passare dalla Russia e quindi dalla tagliola Gazprom, ma per ora non si fa. Si potrebbe portare in Italia il gas prodotto in Egitto ma siccome da lì può arrivare solo liquefatto ci vogliono i rigassificatori, che non abbiamo. Bisognerà costruirne qualcuno. In sostanza il gas non manca ce n’è,quello che non si conosce è il prezzo. Quel che è certo è che siamo tra i paesi messi meglio al mondo con il tubo che ci fornisce dalla Sicilia, dal Friuli e dalla Piemonte e a breve dalla Sardegna. E in Europa invece, siamo anche l’unico paese che ha presentato domande per costruire 13 rigassificatori. Molte di queste domande sono fatte da società straniere che vorrebbero venire qui a fare magazzino. Tutto questo mentre l’Europa sta sviluppando sempre di più le fonti energetiche alternative. Quelle che poi non lasciano poi ai figli brutte eredità.



A tutto questo possiamo sommare il controllo diretto di Putin sulla Gazprom tramite uomini di fiducia che coprono anche cariche istituzionali (e mi ricorda qualcuno...), l'allontanarsi recente della Russia dalla politica Occidental-Americana, gli screzi per lo Scudo Spaziale e i rapporti stretti con la Cina.

E no, nel caso ve lo steste chiedendo, l'Italia non ci ha stupito nemmeno stavolta.
nakkio alle ore novembre 23, 2007 14:32 | energia, putin, gazprom, eni
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